(IRIS) - ROMA, 4 MAR - (SEGUE.1) Il presidente della Commissione lavoro della Pisana, Peppe Mariani, ha ripercorso le tappe di “un serio ed approfondito iter di confronto con rappresentanze del mondo sociale, economico e lavorativo per giungere alla legge sul reddito minimo garantito”.“Nel momento in cui noi assegniamo questi soldi – ha detto Mariani - non possiamo pensare nella maniera più assoluta che, come succede in alcuni Paesi dell’Europa, l’offerta di qualche agenzia o di un centro per l’impiego possa obbligare il richiedente al rispetto di quella domanda, escludendolo dopo dal reddito sociale. Nella maniera più assoluta, dico ‘no’. La congruità ci dice che nel momento in cui non ci sono misure favorevoli, maggiori del reddito sociale, la persona non può essere obbligata ad accettare misure che in qualche modo attengono ad una vessazione o ad un ricatto, che è una nota centrale all’interno di questa legge”. Il provvedimento “sfida il governo nazionale”, secondo Donato Robilotta (Sr-Pdl), primo firmatario di una delle sette proposte di legge esaminate dalla Commissione Lavoro. Robilotta non si riconosce nel testo approdato nell’Aula consiliare che ha definito “demagogico e populista”. “Questa legge non c’entra niente o c’entra pochissimo - ha detto Robilotta -, va in un’altra direzione. Avevo presentato una proposta di legge per i precari che andava a sostenere quei lavoratori che rischiano di essere espulsi dal mondo del lavoro. In commissione non c’è stata la possibilità di discuterla. La proposta di legge di cui sto parlando porta anche le firme degli assessori Fichera e Di Carlo e di altri consiglieri sia della maggioranza che dell’opposizione. Di quella proposta nel testo che stiamo discutendo oggi non c’è niente. Questo testo è un testo manifesto della maggioranza che non interviene sul lavoro, bensì sulle politiche sociali, sull’universo mondo”. Legge importante per Giuseppe Celli (Sdi), secondo il quale “è un pezzo importante dello stato sociale della Regione Lazio. Siamo dentro la crisi che va a colpire le categorie più fragili – ha proseguito Celli -, il compito dei riformisti è proprio quello di tenere insieme la comunità”. Per Augusto Pigliacelli (Udc), il provvedimento “rappresenta appena un primo passo per andare incontro alle esigenze dei nostri concittadini svantaggiati, ma anche il segnale che le istituzioni sono vicine a chi ha veramente bisogno”. “Dobbiamo evitare che resti una legge isolata – ha detto Pigliacelli -, bensì rientri in un più ampio pacchetto che affronti il problema abitativo, formazione e riqualificazione professionale”. Massimiliano Maselli (FI-Pdl) ha espresso perplessità su quella che non è una legge di contrasto alla crisi, annunciando però l’astensione del suo gruppo. “È evidente – ha detto Maselli - che la cifra di cui andrebbero a beneficiare le famiglie indigenti sarebbe irrisoria, ma prendiamo atto dello sforzo di aver raddoppiato la posta di bilancio”. Wanda Ciaraldi (Pd) ha ricordato che la legge sul reddito minimo è un atto che rientra nel programma della maggioranza, da tempo in lavorazione. “Lo abbiamo sempre ritenuto fondamentale – ha detto la Ciaraldi -, visto che l’Italia e la Grecia sono gli unici Paesi europei a essere privi di questo strumento vitale per le fasce sociali in difficoltà”.