Apri la bolletta e, oltre ai numeri, trovi una domanda pratica: quanto sta costando davvero la tua casa? La risposta passa spesso da un’etichetta poco visibile ma incisiva: la classe energetica. Non è solo un codice tecnicistico che si trova negli annunci immobiliari, è l’indicatore che spiega quanto una casa consuma, quanto è confortevole e quanto potrà costare ogni stagione. Chi compra, chi vende o semplicemente chi paga le bollette ha interesse a saperlo con precisione.
Come verificare la classe energetica della tua abitazione
La classe energetica si concretizza in un documento ufficiale, l’APE, che riassume i consumi e la prestazione energetica dell’immobile. Per recuperare questo documento si può chiedere copia al certificatore che lo ha redatto oppure consultare le banche dati regionali o gli archivi catastali dove è depositata la certificazione. Se non c’è un APE valido, tocca rivolgersi a un tecnico abilitato — ingegnere, architetto o geometra — per un sopralluogo e i calcoli necessari con software dedicati.

In mancanza di APE è possibile farsi un’idea approssimativa partendo dai consumi: moltiplicare i metri cubi di gas consumati in un anno per il valore fisso 8,3 (i kWh per metro cubo), quindi dividere il risultato per la superficie dell’abitazione. Più basso è il valore ottenuto, maggiore è l’efficienza. Un dettaglio che molti sottovalutano è la variabilità legata alla zona climatica: lo stesso fabbricato può collocarsi in classi diverse a seconda della regione e dei gradi giorno.
La scala va da valori ottimali come la A4 fino a casi di consumo elevato indicati con la G. Lo scatto di una o due classi può dipendere tanto da una valutazione dettagliata dell’impianto quanto da interventi sull’involucro. Per questo, ottenere l’APE aggiornato è il primo passo per capire dove intervenire e quali spese prevenire nel corso dell’anno.
Come migliorare la classe energetica e quanto conviene
Intervenire sull’efficienza energetica significa lavorare su tre ambiti: l’involucro, gli infissi e gli impianti. Isolamento, serramenti e impianti efficienti sono le leve principali. Per l’involucro si interviene con sistemi come il cappotto termico esterno o l’isolamento retroinstallato; per gli infissi la sostituzione con serramenti performanti riduce dispersioni e migliora il comfort; per l’impianto la sostituzione della caldaia con una pompa di calore e l’adozione di fonti rinnovabili abbassano i consumi.
È pratica comune che, dove ci sono maggiori dispersioni o impianti obsoleti, si inizi dall’isolamento dell’involucro e dalla sostituzione dei serramenti. Gli interventi combinati possono far salire la classe energetica anche di due livelli, secondo studi e casi tecnici consultati nel settore. Un fenomeno che molti notano solo d’inverno è l’effetto cumulativo: il miglior isolamento si sente subito sulle bollette e sul benessere interno.
Dal punto di vista economico, oltre al risparmio sulle bollette, un immobile efficiente tende ad avere valore superiore. Stimazioni di mercato indicano che, a parità di zona e metratura, una casa ad alta efficienza può valere in media il 52% in più rispetto a una molto energivora. Per questo motivo la scelta degli interventi va calibrata: priorità a interventi sull’involucro e sugli impianti principali, valutando incentivi e costi di realizzazione, così da trasformare il minor consumo in un guadagno reale nel tempo.